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Astrofili Maddalonesi

Tramonto sull'Osservatorio

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Al tramonto sull'Osservatorio un panorama dai mille colori guardando ad ovest.



 

Ultimo incontro del CAP 2009 dedicato a Galileo

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Venerdì 20 novembre 2009 alle ore 18:00 nell'aula magna del Liceo si è svolto l'ultimo dei 6 incontri del CAP 2009.
Alla presenza di numerosi corsisti la Prof.ssa Barazzetti ha presentato una sintesi delle "pillole"su Galileo  che sono state di volta in volta proiettate durante il corso,non trascurando alcuni aspetti della presenza di Galileo nella nostra vita quotidiana vedi alcuni francobolli commemorativi del '42 o la famosa banconota da 2000 lire raffigurante sul lato a Galileo e sul lato b osservatori, il primo telescopio e le costellazioni conosciute nel 1600.
Alle 18:30 via al film di Liliana Cavani del 1969, produzione italo-bulgara ,mai proiettata nelle sale cinematografiche del nostro paese; titolo: GALILEO.
Le musiche son di Ennio Morricone.

Per i 108 nell'aula l'atmosfera che si respirava è stata di notevole interesse mista ad emozioni forti sia quando vieniva bruciato vivo Giordano Bruno di Nola sia durante  la sequenza delle situazioni che hanno portato Galileo ad abiurare le sue teorie.
Alle 20 circa più che un dibattito vero e proprio ha fatto seguito una veloce esposizione di considerazioni sulla figura di Galileo e sul ruolo della della Chiesa nel periodo dell'Inquisizione.
Ecco, dunque , alcune immagini  della erata.



 

IL CIELO SECONDO L'UMAC - 5° Lezione C.A.P.

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Analisi di una foto del cielo invernale in chiave evolutiva

 

costellazione di orione

(foto della costellazione di Orione)

Per chi sa orientarvisi, il cielo d'inverno racconta la storia delle stelle giganti, di quelle cioè la cui massa è sette volte maggiore di quella del Sole. Anche se la loro vita comincia come quella di qualsiasi altro astro, essa si svolge in un lasso di tempo molto più breve. In qualche decina di milioni di anni al massimo, questi astri colpiti da “mania di grandezza” consumano tutta la loro energia e muoiono in esplosioni cataclismiche, delle quali si osserva qua e là l'esito distruttivo.

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Breve storia dell'Astronomia: prima parte

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storia astronomia

1. Dall’antica Grecia a Galileo Galilei

L'Astronomia, la più antica scienza del mondo, è così vecchia che non sappiamo quando ebbe inizio. La maggior parte degli uomini d'oggi hanno perlomeno qualche nozione dell'universo nel quale vivono. La Terra è una sfera di quasi 12.800 km di diametro ed è uno dei nove pianeti che girano attorno al Sole. Cinque pianeti: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno, erano noti agli antichi ed altri tre sono stati scoperti nell'era moderna. Giove è il più grande di essi, ed il suo immenso globo potrebbe contenere più di un migliaio di corpi della grandezza della Terra, ma anche Giove è minuscolo, se paragonato al Sole. Le stelle del cielo sono esse stesse dei soli, molte di esse sono più grandi e più luminose del sole, e ci appaiono smorte e piccole solo a causa della loro lontananza. D'altro canto la luna splende più intensamente di ogni altro corpo celeste, eccezion fatta per il sole. Ma questa sua importanza è solo relativa; la luna è un corpo celeste del tutto trascurabile e non possiede luce propria. E' di gran lunga l'oggetto più vicino a noi nei cieli ed ha un diametro di solo un quarto di quello della terra. Tutta la volta celeste sembra ruotare attorno alla terra una volta al giorno. questo moto apparente è causato naturalmente dal fatto che la terra ruota sul suo asse da occidente ad oriente. Di tutti i corpi celesti, la luna è il solo dotato di un vero movimento attorno alla terra. Noi siamo abituati a considerare questi fatti come postulati, ma all'inizio della storia dell'umanità si credeva che la terra fosse piatta ed immobile. Il sole e la luna erano adorati come dei, e l'apparizione di qualcosa di insolito nei cieli era considerato come un segno della disapprovazione divina. I caldei, gli egizi ed i cinesi sono generalmente considerati i primi astronomi, ma questo corrisponde solo in parte a verità; è vero che questi antichi popoli dividevano le stelle fisse in gruppi o "costellazioni" e distinguevano anche pianeti, comete ed eclissi, ma non possedevano alcuna vera conoscenza sulla natura dell'universo e nemmeno della terra stessa, sicché è difficile definirli astronomi nel vero senso della parola. La storia comincia all'incirca nel 3000 a.C., allorché l'anno di 365 giorni fu per la prima volta adottato in Egitto ed in Cina. Questa fu anche approssimativamente l'epoca della costruzione di quella considerevole mole conosciuta come la Grande Piramide di Cheope. La piramide è ancor oggi una delle maggiori attrazioni turistiche dell'Egitto; Cheope stesso, sovrano rude e deciso, vi investì tanto denaro da rovinare il suo paese, ed anche adesso non sappiamo esattamente perché considerasse la piramide tanto importante. Dal punto di vista astronomico è interessante, poiché il suo passaggio centrale è rivolto verso quello che era allora il polo nord del cielo. L'asse di rotazione della terra è inclinato di 23 gradi e mezzo, ed è rivolto a nord, verso il polo celeste. Oggigiorno il polo è contrassegnato approssimativamente da una stella lucente chiamata polare, familiare ad ogni navigante poiché sembra quasi immobile, mentre gli altri corpi celesti le ruotano attorno....

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Cacciatori di Eclissi - 4° lezione C.A.P. 2009

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Viaggio in Cina a caccia dell'Eclissi totate di Sole
(testo di Raffaella Caiazzo e foto di Raffaele Musto)

eclissi di sole in cina

La nostra principale motivazione di una meta così lontana è stata sicuramente l'evento astronomico più importante del secolo appena iniziato. Si tratta dell'allineamento geometrico terra-luna-sole della durata di 6 minuti e 39 secondi. L'UMAC memore della positiva esperienza del viaggio in Turchia in occasione dell’eclissi del 2006, ha deciso di organizzare un viaggio ancora più impegnativo e altrettanto spettacolare,  realizzando così  un viaggio a dir poco sorprendente in tutte le sue sfaccettature. Abbiamo quindi scelto la Cina meridionale innanzitutto perché è la zona più vicina alla massima durata del fenomeno, poi perché i dati statistici prevedono una possibilità di sereno al 54% ed una di copertura totale al 22% che sono entrambi i migliori valori di tutta la fascia di osservabilità su terraferma. Così, il professore Maddaloni e Raffaele Musto si sono dedicati anima e corpo per questa esperienza.

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